Pier Carlo Restagno. Il sindaco della ricostruzione di Cassino.


Print Friendly

.

Studi Cassinati, anno 2010, n. 4

di Emilio Pistilli


“S E N A T O D E L L A R E P U B B L I C A
IV L E G I S L A T U R A
516ª SEDUTA PUBBLICA
R E S O C O N T O S T E N O G R A F l C O
MARTEDÌ 15 NOVEMBRE 1966
Presidenza del Presidente MERZAGORA
indi del Vice Presidente ZELIOLI LANZINI
COMMEMORAZIONE DEI SENATORI PIER CARLO RESTAGNO E NICOLA ANGE LINI
Presidenza del Presidente Merzagora
P R E S I D E N T E . La seduta è aperta
(ore 17).


Commemorazione dei senatori Pier Carlo Restagno e Nicola Angelini
P R E S I D E N T E . (Si leva in piedi e con lui tutta l’Assemblea).
Onorevoli colleghi, due gravi, tristissimi lutti hanno colpito ancora la famiglia senatoriale: venerdì scorso si è spento a Roma il senatore Pier Carlo Restagno; il giorno successivo a Bari il senatore Nicola Angelini.
La scomparsa di questi illustri ed amati colleghi che per mezzo secolo, con esemplare fermezza e con fecondi risultati concreti, avevano combattuto la loro battaglia al servizio della democrazia e del Paese e recato lustro al Senato della Repubblica fino dalla sua prima costituzione del 1948, è accompagnata dal commosso ed unanime cordoglio di tutti noi e dell’intero mondo politico italiano.
Noi piangiamo oggi due amici, due benemeriti della nostra Assemblea, e il ricordo delle loro virtù civili e morali rende ancor più cocente il rimpianto per la loro irreparabile perdita.
Pier Carlo Restagno era nato a Torino il 28 marzo 1898. Dopo aver compiuto le sue prime esperienze nelle organizzazioni cattoliche, partecipò giovanissimo, da ufficiale, alla prima guerra mondiale. Vice segretario della Unione del Lavoro, fu tra i fondatori del partito Popolare a Torino.
Nel 1920, a soli 22 anni, fu eletto consigliere comunale della sua città facendosi apprezzare, ancorchè giovanissimo, per la sua preparazione e per il suo impegno.
Redattore del quotidiano cattolico “Il Momento” di Torino, con l’avvento del fascismo, fu costretto ad abbandonare la tribuna giornalistica e si dedicò all’attività bancaria, affermandosi professionalmente fino a raggiungere il vertice della carriera nell’Istituto San Paolo di Torino, mentre proseguiva con coraggio la sua battaglia ideale, svolgendo un’instancabile e feconda opera in seno alla Azione Cattolica, nella quale ricoprì cariche di grande responsabilità.
Prima e dopo l’8 settembre 1943 partecipò attivamelnte a Roma alla lotta clandestina a fianco di De Gasperi assolvendo ad un ruolo insostituibile come amministratore della nascente Democrazia Cristiana, durante il drammatico periodo dell’occupazione tedesca di Roma, e riuscendo sempre a trovare, nel suo generoso e personale sacrificio, i mezzi per superare ogni d’ifficoltà nel finanziare il “Popolo” clandestino, nell’assicurare gli aiuti alle formazioni partigiane, nel costruire le basi organizzative dal partito.
Dopo la liberazione, per oltre dieci anni, continuò ad essere alla guida della Democrazia Cristiana in questo delicato ed importante settore come consigliere nazionale e segretario amministrativo dal 1945.
Nello stesso anno aveva fondato la Federazione nazionale del personale direttivo delle aziende di credito, della quale era tuttora presidente.
Membro della Consulta nazionale e poi dell’Assemblea Costituente, fu Sottosegretario ai lavori pubblici, dal luglio 1946 al giugno 1947, nel secondo e terzo Governo De Gasperi. I1 18 aprile 18948 fu eletto deputato per la circoscrizione laziale e senatore per il collegio di Sora e Cassino. Optò per il Senato e da quella data venne costantemente rieletto, sempre nello stesso collegio.
Sindaco di Cassino, dal 1949 al 1958 e poi, ancora, dopo l’elezione del 1960, Pier Carlo Restagno, con la ricostruzione del Cassinate, legò il suo nome ad una delle più ardue e significative realizzazioni del dopoguerra, prodigandosi con il prestigio della sua autorità e con il fattivo apporto di un’opera personale ed instancabile, nella quale profuse tutte le risorse del suo non sempre fermo fisico e del suo brillante ingegno.
La rinascita della città e della storica Abbazia costituisce, dinanzi alla Nazidone ed al mondo, un altissimo titolo di merito, come dimostrano le numenose attestazioni di benemerenza ricevute, in Patria e all’estero, ultima una medaglia d‘oro offertagli proprio una settimana fa, durante quello che avrebbe dovuto essere il suo ultimo viaggio nella martoriata terra cui tanto egli aveva dato.
Ma l’adempimento di sì nobile compito non lo distrasse mai dalle responsabilità parlamentari, anzi accrebbe la sua dedizione al mandato, al servizio degli ideali di umana redenzione e di materiale progresso delle umili popolazioni che in lui confidavano.
Membro, di volta in volta, delle Commissioni finanze e tesoro, igiene e sanità, lavori pubblici e di numerose altre Commissioni speciali e consultive, membro effettivo del Consiglio d’Europa in rappresentanza del Senato, nei 18 anni in cui si sedette in questa Assemblea egli si distinse, in Aula come in Commissione, oltre che per le cospicue capacità, per la vastità delle esperienze, per l’autorevolezza delle soluzioni prospettate, e soprattutto per lo scrupolo con il quale assolse agli importanti compiti affidatigli come relatore di bilanci e di disegni di legge, nonché per varie iniziative legislative di carattere sociale.
E fu per noi di esempio e di incitamento, con la sua tenacia, tutta piemontese, con l’ardore di una fede che non gli venne mai meno, neppure nei momenti più difficili e più tristi della sua vita pubblica e privata.
I1 suo sguardo malinconico per le troppo amare preoccupazioni che lo tormentavano, la bonaria dolcezza del tratto sempre garbato caratterizzavano una figura di collega che non potremo facilmente dimenticare”.

***

Così fu commemorato il Senatore Pier Carlo Restagno al Senato 4 giorni dopo la sua scomparsa.
L’11 novembre scorso la città di Cassino avrebbe dovuto celebrare la memoria di uno dei suoi più illustri e meritevoli sindaci del dopoguerra: 49 anni fa venne a mancare il sen. Pier Carlo Restagno, secondo sindaco di Cassino, successore di Gaetano Di Biasio. Presa com’era la Città Martire dalle manovre politiche in vista della tornata elettorale per l’elezione della nuova amministrazione, l’attenzione era rivolta a tutt’altro che a ricordarsi del suo Restagno. A dire il vero un ex sindaco, molto legato a lui per esservi stato a stretto contatto in tutta la sua attività amministrativa, un pensiero lo ha avuto: il comm. Domenico Gargano, nostro socio, che si è rivolto a noi perché facessimo qualcosa. Lo abbiamo fatto, nei limiti del tempo a disposizione e delle nostre possibilità. Abbiamo pensato di fare una sorta di carrellata di memoria tra i sindaci che si alternarono dopo la scomparsa di Restagno, almeno quelli che lo conobbero da vicino.
Intanto vediamo la successione dei primi sindaci del dopoguerra:
Gaetano Di Biasio, dopo un periodo di mandato prefettizio fu sindaco eletto dal 17.10.1946 al 27.6.1948;
Gaetano Napolitano, Commiss. Prefettizio dal 28.6.1948 al 29.5.1949;
Pier Carlo Restagno dal 29.5.1949 al 1.7.1958;
Pietro Malatesta dal 2.7.1958 al 11.4.1961 (deceduto nel settembre 1987);
Domenico Gargano dal 12.4.1961 al 8.6.19661;
Mario Alberigo dal 8.6.1966 al 2.12.1967;
Antonio Grazio Ferraro dal 24.1.1968 al 5.9.19752;
Aldo Recchia dal 6.9.1975 al 11.4.1976
Francesco Gigante dal 12.4.1976 al 29.6.19783.
Riportiamo i loro brevi (su nostra richiesta) pensieri in ordine di mandato; ma ci preme precisare che il nostro scopo non è quello di ricostruire storicamente la figura di Pier Carlo Restagno, che richiederebbe ben altro spazio e impegno; vogliamo solo proporre dei flash di memoria con l’invito a chi di dovere e alla cittadinanza tutta a preparare adeguatamente e degnamente le celebrazioni del 50° anniversario della scomparsa di Restagno il prossimo 11 novembre 2011, affinché non si dica che la Città di Cassino non conosce gratitudine.


Domenico Gargano
Pier Carlo Restagno fu non solo il ricostruttore della città dal punto di vista edilizio ed urbanistico, ma anche il ricostruttore morale e culturale, avendo allevato una generazione dirigenziale e politica che poi ha dato i suoi frutti nella continuità dell’attività amministrativa attraverso i suoi successori.
Personalmente posso vantarmi di essere stato suo collaboratore diretto e segretario particolare per la parte politica nel collegio cassinate.
Tra le sue innumerevoli realizzazioni mi piace ricordare il completamento dell’ospedale civile di Cassino, iniziato dal suo predecessore Gaetano Di Biasio: egli lo inaugurò dopo aver fornito tutti gli arredi e gli strumenti tecnici (cosa di non poco conto, viste le difficoltà economiche del tempo) e dopo aver assicurato un corretta gestione con l’affidamento al prof. Matronola.
Alla gestione dei fondi ERICAS, di cui si è tanto detto, vorrei aggiungere l’istituzione dell’INA ed INAIL che diedero un contributo notevole alla ricostruzione in atto. A lui si deve la costruzione del fabbricato destinato ad ospitare il Banco di Napoli in piazza Diamare. La Banca Popolare del Cassinate fu una sua invenzione, ed ancora oggi è un pilastro per l’economia locale; ad essa si deve aggiungere la creazione del consorzio di Bonifica, che ha reso il territorio più stabile e più produttivo. Grazie a lui Cassino ebbe le industrie della RIV (per la costruzione dei cuscinetti a sfera), della PLASTOFER (per la produzione dei laminati plastici), della PAFES (per la produzione di tubi fluorescenti per l’illuminazione pubblica), della SMIT (la maggiore industria tipografica del basso Lazio), della THERMOSAC (per la produzione di imballaggi plastici), della cartiere RELAC.
Credo che Restagno vada ricordato anche per l’impegno e l’affetto per Cassino, che divenne la sua città, nonché per l’alto senso morale e per le sue capacità organizzative e realizzatrici. Mi vanto di essere cresciuto e di essermi formato alla sua scuola. Un affetto filiale mi lega alla sua persona.


Mario Alberigo
Pier Carlo restagno è stato profondamente partecipe delle nostre sventure e delle nostre miserie.
Enumerare tutte le opere da Lui compiute darebbe spazio a troppe dimenticanze perché Egli fu partecipe di tanti avvenimenti, i più disparati, nei quali traspariva la sua grande fede cattolica nel campo sociale soprattutto (oltre che economico).
È stato un Grande e come tale lo ricorderemo.
Quando fui presente a Roma alle sue esequie come sindaco della città con il Gonfalone di Cassino, decorato di Medaglia d’Oro al Valor Militare, avvertii in tutte le personalità presenti nella chiesa del Gesù, una commozione intensa e in me l’orgoglio di rappresentare l’intera città nell’omaggio unanime per Lui.
Fu la mia Amministrazione che gli intitolò la sala del palazzo comunale, la “Sala Restagno” appunto.


Antonio Grazio Ferraro
Dopo un primo triennio di Amministrazione Comunale guidato dall’avvocato Gaetano Di Biasio ed un breve periodo del Commissario Prefettizio Napolitano, nella primavera del 1949 furono indette le elezioni amministrative e fu eletto a Sindaco della nostra città il Senatore Pier Carlo Restagno.
Questa scelta fu una geniale intuizione del prof. Pietro Malatesta e di tutta la D.C. di Cassino, che in quel momento seppero mettere da parte le ambizioni personali e chiedere alla D.C. nazionale di proporlo a Sindaco della nostra città.
Fu un vero capolavoro politico, tutti capirono che la resurrezione di Cassino, Montecassino e di tutto il Cassinate per uscire dall’immane rovina della guerra non poteva essere solo opera di bravi amministratori, ma occorreva un uomo di prestigio che portasse la Città e tutto il territorio dalle “Mainarde al mare” all’attenzione della coscienza nazionale, un uomo, cioè capace di tradurre politicamente interventi straordinari per il sacrificio delle popolazioni stremate dalla guerra, dalla fame e dalle malattie, che facesse di Cassino il simbolo della ricostruzione della Patria.
Il Senatore Pier Carlo Restagno era un esperto uomo del Banco S. Paolo di Torino, sottosegretario di Stato al Ministero dei L.L.P.P., Segretario amministrativo della D.C. Dalle elezioni della primavera del 1949 fu eletta un’amministrazione stabile che durò fino al 1959, guidata dal Sen. Restagno Sindaco e dal prof. Pietro Malatesta vice-sindaco.
Essi amministrarono la città nel momento più delicato della storia cassinate, cioè quando si mise in moto la macchina della ricostruzione; ereditarono dalle precedenti amministrazioni l’Associazione dalle “Mainarde al Mare”, 1’E.R.I.C.A.S.’ il decreto di finanziamento di lire dieci miliardi ed il Piano di Ricostruzione redatto dall’architetto Nicolosi.
Sotto la magistrale guida di Restagno e Malatesta partì la poderosa macchina della ricostruzione di Cassino, di Montecassino e dei 57 Comuni facenti parte dell’Associazione “dalle Mainarde al mare”.
Tutti i territori compresi nelle provincie di Frosinone, Campobasso, Caserta e Latina. Nel breve tempo di quattro anni (dal 1950 al 1954) furono realizzate, sotto la vigilanza del Genio Civile, dall’E.R.I.CAS, tutte le opere previste nel finanziamento.
Tutte le amministrazioni elette dopo il 1959 e fino agli anni 80 continuarono l’opera iniziata dal Senatore Restagno e sempre con la poderosa partecipazione delle popolazioni di Cassino e di tutto il Cassinate, portarono a termine in un trentennio l’opera della ricostruzione morale e materiale di tutto il territorio.
Per concludere alla domanda che mi è stata rivolta, io come sindaco della città di Cassino e come presidente dell’amministrazione provinciale di Frosinone (cioè con l’esperienza di 34 anni di vita amministrativa) confermo quanto ho già scritto nei miei libri e senza tema di essere smentito e rispondo che il Senatore Pier Carlo Restagno fu il primo ricostruttore di Cassino e del cassinate e ben meritò la medaglia d’oro della Ricostruzione.


Francesco Gigante
Lo ricordano con affetto i suoi discepoli, lo ricordano con gratitudine i cittadini di Cassino, anche quelli, ne sono certo, che furono i suoi avversari e lo gratificarono del dispregiativo “lo straniero”.
Non fu uno straniero il senatore Restagno, ma uno che amò questa città come la sua Torino; e in essa lasciò un’orma incancellabile.
Egli succedeva all’avvocato Di Biasio, principe del foro di Cassino; prima commissario poi sindaco della città martire. Due uomini diversissimi tra loro. L’uno trascinatore di folle con la sua oratoria rotonda e fascinosa; l’altro un ragioniere ed un amministratore nato, ma dal grande cuore e dalle intuizioni geniali.
Fu merito suo il recupero del quartiere degradato di Caira; fu merito suo la venuta a Cassino della R.I.V., oggi S.K.F. , modello di tecnologia e di organizzazione del lavoro, con cui si apriva l’era della industrializzazione del nostro territorio; fu merito suo la fondazione della Banca Popolare del Cassinate, che oggi si appresta ad aprire sportelli anche fuori del suo comprensorio; fattore non ultimo dello sviluppo e del progresso di Cassino.
Fu merito suo, fra l’altro, la scelta del colle su cui sorge il cimitero di guerra tedesco, ove riposano i vinti, che egli volle onorare e si impegnò a custodire, nello spirito della nuova politica di pace e di collaborazione europea.
Il sito è felicissimo ed offre quella condizione di visibilità, che isola la mente, e di sacralità quali hanno il cimitero polacco sotto la famosa quota 593 a Montecassino e quello inglese in via S. Angelo.
E quel suo modo di amministrare, quell’invito fiducioso e caloroso a tutti i cittadini a collaborare per la ricostruzione e il progresso della città; quel rispetto degli avversari politici fecero scuola, convinsero anche chi non aveva creduto in lui.
Come non ricordare il trio famoso De Rubeis – Geremia Pio – Mario Carlino, dibiasiani d’oc e ultra, divenuti suoi amici e mediatori presso quella parte di opinione pubblica ancora legata alla vecchia Cassino, diffidente nei confronti del nuovo venuto?
In Grecia e a Roma s’innalzavano statue di marmo o di bronzo ai cittadini benemeriti della patria e della polis. Noi siamo meno propensi al culto della personalità, ma non ignoriamo la gratitudine.
Onoriamoli i nostri uomini migliori conservando il loro ricordo, riproponendo a noi stessi l’esempio che ci diedero, inchinandoci davanti alla loro grandezza.

Ascoltiamo anche la voce critica di chi fu all’opposizione in quel periodo, l’avv. Franco Assante, già consigliere comunale e deputato per il PCI.


Franco Assante4
Nel panorama politico dei Sindaci del dopoguerra di Cassino, il Sen. Restagno è certamente quello che più ha dato alla nostra Città.
Rimangono però, a distanza di anni, immutate le critiche mosse da me relativamente all’Ericas (Ente per la Ricostruzione del Cassinate) che, malgrado gli impegni assunti con il Ministero competente con apposita convenzione, ritardò strumentalmente l’inizio dei lavori di ricostruzione in modo da non anticipare alcuna somma dell’Ente.
La conseguenza fu una diffusa disoccupazione che determinò nel 51 gli “scioperi a rovescio” ed una consistente emigrazione della manodopera verso la Francia e la Svizzera.
Nessuno, però, può negare che il sen, Restagno portò a Cassino una mentalità, fattiva e produttiva, tipica dei piemontesi, dotando la città anche di strutture di credito efficienti, mentre del processo di industrializzazione da lui voluto e sollecitato dalla Cassa del Mezzogiorno è rimasto ben poco, anche se ingenti somme furono elargite agli improvvisati industriali.
__________________
1 Fu ancora sindaco dal 30.1.1979 al 20.12.1980.
2 Fu ancora sindaco dal 18.12.1989 al 22.3.1991 e dal 7.9.1992 al 22.6.1993
3 Fu ancora sindaco dal 30.6.1978 al 29.1.1979.
4 Consigliere comunale a partire dal 1954. Deputato per il PCI dal 1969 al 1976

(124 Visualizzazioni)