Una lapide per ricordare le origini della città di Alvito


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Studi Cassinati, anno 2010, n. 4

Il 13 giugno 2010, in località ‘Colle della Civita’ di Alvito, si è svolta un’insolita cerimonia, che ha visto lo scoprimento di un cippo in pietra locale a ricordo del sito della Civitas Sancti Urbani in Comino. Sant’Urbano, un borgo alto medioevale, stando alla documentazione archivistica conservata nell’abbazia di Montecassino, diede origine all’odierna cittadina di Alvito. Secondo la storiografia locale, a iniziare da Giulio Prudenzi (che scriveva nel 1574), fino ai nostri giorni, il borgo, di cui oggi non esiste alcuna traccia archeologica, doveva trovarsi su un colle ad est di Alvito, distante circa un chilometro. La Civitas, della quale si hanno le prime notizie nel 976, e già a quell’epoca aveva sotto la sua giurisdizione chiese e basiliche, era un possedimento della Terra di San Benedetto e, nell’anno 1066, l’abate Desiderio fece scolpire sulle porte bronzee della basilica benedettina il suo nome. Dalla documentazione archivistica risulta che il borgo era abitato da 120 famiglie. La Civitas ebbe breve durata tanto che dopo il 1096 non se ne hanno più notizie. Il Prudenzi, sulla fine del borgo, narra che esso fu abbandonato dagli abitanti «per li spessi tuoni, gran venti et formiche». La manifestazione, ideata dal socio Domenico Tata appassionato ricercatore di storia locale, è stata promossa e valorizzata dall’Associazione culturale “Amici di Silvio Castrucci” di Alvito in collaborazione con l’Amministrazione Comunale. Domenico Tata non è nuovo a promuovere queste iniziative, già in passato ha organizzato visite in zone che recano tracce di insediamenti longobardi e, in queste località, ha ambientato il suo romanzo, La mia crociata – Viaggio da “Civitas Sancti Urbani” a Gerusalemme, (Cassino 2008). La manifestazione ha visto la presenza di studiosi locali che hanno rievocato le fasi storiche del borgo, a cominciare da Gioacchino Castrucci presidente dell’Associazione “Gli amici di Silvio Castrucci”. L’avvocato Giovanni Diego Ferrante, nella veste di Assessore alla cultura del comune di Alvito, ha messo in risalto la necessità della ‘memoria storica’ per un continuum culturale e sociale della comunità. Domenico Cedrone ha parlato dei confini della Civitas Sancti Urbani, richiamando l’atto di donazione del borgo al monastero di Montecassino, da parte dei Principi di Capua Pandolfo II e Pandolfo IV, risalente al 1017. Infine l’avvocato Luciano Santoro, in maniera dettagliata, ha ripercorso la storia di Sant’Urbano, citando gli scritti di autorevoli autori: Paolo Mattia Castrucci, Beniamino Santoro, Domenico Santoro, Francesco Saverio Castrucci … La manifestazione è terminata con la benedizione del cippo, impartita dal parroco di Alvito don Tonino Martini alla presenza di due militi longobardi (Francesco Gentilucci e Marco Visco) e dell’abate Aligerno (Donato Rufo), figuranti del corteo storico “Castrum Sancti Donati”, che fungevano da elemento evocativo alla manifestazione. La lapide è stata scolpita dall’artista scalpellino sandonatese Stefano Visco.

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