Alatri: quarto seminario internazionale di studi sulle mura poligonali 7-10 ottobre 2009


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Studi Cassinati, anno 2009, n. 4

di Daniele Baldassarre*

Esattamente da vent’anni si attendeva ad Alatri un convegno che continuasse degnamente i lavori rimasti in realtà fermi a quel “II Seminario Internazionale di Studi sulle Mura Poligonali”, tenutosi nell’ottobre 1989.
E tra l’altro ricorreva quest’anno il bicentenario dalla prima uscita a Roma di “Viaggi in alcune Città del Lazio che diconsi fondate dal re Saturno”, la ormai riconosciuta opera “capitale” di Marianna Candidi Dionigi.
Così, sul finire del 2008, il dottor Giulio Rossi – Assessore alla Cultura del Comune di Alatri – decise di incentrare la sua attenzione sulle mura “ciclopiche”, dando il via ad una serie di eventi (presentazione di libri, conferenze, mostre didattiche, esposizioni di stampe d’epoca e di opere d’arte contemporanea) che trovasse poi la giusta conclusione nel Quarto Seminario Internazionale di Studi sulle Mura Poligonali. Il momento dunque più importante, quest’ultimo: da dedicare a Flavio Fiorletta, il “motore” delle prime due edizioni, e a don Giuseppe Capone, da diversi decenni studioso appassionatissimo delle “Mura”.
Dopo mesi di preparativi gli sforzi dell’Ufficio Cultura – ed in particolare del direttore del Museo Civico, Luca Attenni, che ha coordinato tutto lo svolgimento del Seminario, curandone la programmazione insieme all’Area cinema, audiovisivi e programmi europei della Regione Lazio – sono stati premiati sia dal riconoscimento del valore dell’iniziativa (posta sotto l’alto patronato della Presidenza della Repubblica e patrocinata dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici del Lazio, dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana, dall’Assessorato alla Cultura della Regione Lazio, e dalla Provincia di Frosinone) sia da una nutrita e qualificata partecipazione di relatori e di pubblico, già dalla prima giornata dei lavori svoltasi il 7 ottobre.
Nella mattina della quale, con la presidenza di Marina Sapelli Ragni, Soprintendente per i Beni Archeologici del Lazio, sono stati presentati alcuni siti in Grecia ed Albania (Alessandro Curuni); esempi megalitici a Malta; le testimonianze in Israele ed altri scavi a Cipro (Sorin Hermon, Università di Ber Sheva e Cyprus Institute). Mentre nel pomeriggio il professor Giulio Magli, del Politecnico di Milano, ha portato l’attenzione sulla volta celeste, partendo dalle piramidi di Gizah per arrivare a trattare Il ruolo dell’archeoastronomia nell’interpretazione delle Acropoli megalitiche.
Un salto indietro nel tempo, per ricordare gli studi e le accese polemiche dell’Ottocento, c’è stato con la documentata e molto ben illustrata relazione di Valentino Nizzo, il quale prendendo le mosse da Heinrich Schliemann, da Theodor Mommsen e dalla “scuola tedesca”, ha trattato La “questione pelasgica” in Italia. 1890-1910. Poi, ritornando al presente, il discorso si è indirizzato più puntualmente al territorio italico con panoramiche sul Sannio Pentro (Luigi Scaroina); sul casertano (Mario Pagano) fino al caso particolare di Trebula Balliensis (Domenico Caiazza); ed infine sull’area a sud-est di Bari, intorno a Conversano (Paolo Perfido).
Nella seconda giornata – presieduta al mattino dal professor Eugenio Polito dell’Università di Cassino e nella sessione pomeridiana dalla professoressa Margherita Bonanno dell’Università di Roma – protagoniste assolute sono state Toscana ed Etruria meridionale, con quella folta schiera di studiosi richiamata ad Alatri da Simona Rafanelli, direttore del Museo di Vetulonia nonché membro, con lo scrivente, del comitato tecnico-organizzativo. Non potendoci dilungare sui singoli momenti citiamo almeno i siti di cui si è discusso: Luni (Anna Maria Durante), Lucca (Giulio Ciampoltrini), Fiesole (Giuseppina Carlotta Cianferoni), Volterra (Anna Maria Esposito), Cortona (Paolo Giulierini), Populonia (Antonella Romualdi), Vetulonia (Simona Rafanelli), Roselle (Mario Cygielman), Cosa (Pasquino Pallecchi), Saturnia (Paola Rendini), Ghiaccio Forte (Marco Firmati). Ai quali vanno aggiunti quelli nel viterbese: Bolsena (Zeni Buchicchio) e Musarna (Luca Pulcinelli).
Solo in chiusura, e prima del notevole dibattito-confronto tra tutti gli archeologi toscani, c’è stata una parentesi – quasi un anticipo del giorno successivo – di grande interesse: su Fortificazioni e mura poligonali tra Lazio meridionale e Campania settentrionale, a cura di due ricercatrici dell’Università di Napoli guidate dalla professoressa Stefania Quilici Gigli, forse la voce più autorevole per questo ambito territoriale.
E dunque il professor Lorenzo Quilici, egualmente tra i più grandi conoscitori di mura poligonali, è venuto a presiedere la mattina della terza giornata, dedicata appunto alle province di Frosinone e Latina, con relazioni riguardanti: Villa S. Lucia (Alessandro Betori), Cassino (Massimiliano Valenti), Castro dei Volsci (Angelo Nicosia), Ferentino (Paola Spaziani – Silvia Aglietti e Rachele Frasca), Rocca d’Arce (Sergio Del Ferro e Sabrina Zottis), le strutture nel paesaggio extraurbano (Adriana Valchera), Norba (Marisa De Spagnolis) e il Lazio costiero nell’età repubblicana (Nicoletta Cassieri).
Non meno intenso il turno pomeridiano quando, sotto la presidenza di Giuseppina Ghini (curatrice tra l’altro della splendida serie Lazio & Sabina), si è parlato delle province di Roma e Rieti, con le considerazioni su: L’uso del poligonale nell’architettura di età ellenistica da parte di Francesco Maria Cifarelli; la duplice, esaustiva trattazione su Praeneste (Palestrina, Sandra Gatti – Castel San Pietro, Filippo Demma); le ultime acquisizioni sulle mura di Pyrgi (Barbara Belelli Marchesini e Flavio Enei); e quindi di nuovo ampie panoramiche territoriali: su Gli insediamenti rustici dell’agro tiburtino e sabino (testo di Zaccaria Mari) e sull’area del Cicolano (Giovanna Alvino). Particolarmente interessante anche l’ultimo intervento, nel quale Dario Rose ha illustrato le proprie deduzioni sulla Tecnica e organizzazione del cantiere. Il caso del poligonale dell’Ara della Turchetta a Sant’Anatolia.
Nella conclusiva quarta giornata – con la “direzione” di un altro grande nome dell’archeologia italiana quale il professor Fausto Zevi – i lavori sono terminati trattando di nuove tecnologie (Clara Baracchini); del patrimonio culturale e della sua tutela (con interventi del Ten. Col. Alberto Deregibus del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale e del Cap. Massimo Rossi, Gruppo Tutela Patrimonio Archeologico della Guardia di Finanza); della Carta del Rischio (Carlo Cacace, Istituto Superiore per la conservazione e il restauro); nonché di geologia e di indagini geofisiche (Rocco Torre e Giovanni Picarazzi).
Ed ancora, nel corso del suo intervento Le mura “pelasgiche”: la divulgazione, Roberto Giacobbo, ideatore e conduttore di Voyager, ha annunciato che forse già all’inizio del prossimo anno una puntata in prima serata della seguitissima trasmissione televisiva tratterà proprio delle mura poligonali nella nostra Terra!

* Architetto, comitato tecnico-organizzativo del seminario.

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