Precisazione


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«Studi Cassinati», anno 2020, n. 3-4
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Ludwig Wittgenstein e l’identità «misteriosa»

Dall’attento socio Carlo Nardone, che ormai ha acquisito una profonda conoscenza delle questioni del Campo di Concentramento di Caira e dintorni, riceviamo una nota di precisazione che volentieri si pubblica:

L’articolo di Gaetano de Angelis-Curtis, Ludwig Wittgenstein tenente dell’Esercito austro-ungarico prigioniero nel Campo di concentramento di Cassino-Caira, pubblicato su Studi Cassinati, nn. 1-2, gennaio-giugno 2020, in cui è ricostruita anche la vicenda del tentativo di liberazione anticipata del filosofo austriaco dall’internamento a Cassino, riporta nella nota n. 25 di p. 136 il giudizio della studiosa Liliana Albertazzi che «Misteriosa è risultata agli studiosi l’identità della signora [Elisabetta] Gräzer» colei che aveva interessato della questione il segretario di Stato vaticano, card. Pietro Gasparri.

Per tentare di risalire all’identità di Elisabetta Gräzer bisogna far riferimento all’indirizzo svizzero dal quale Elisabeth Gräzer spedì le due lettere indirizzate al card. Pietro Gasparri (23 marzo 1919 e 6 giugno 1919) e che era:  «Küsnacht-Zurigo, Gut Wangensbach». Tale indirizzo risulta essere lo stesso al quale Ludwig Wittgenstein aveva spedito una lettera in data 22 ottobre 1915, indirizzata alla zia Elsa Gröger. In tale missiva (pubblicata nel libro Ludwig Wittgenstein, Lettere 1911-1951, Adelphi Edizioni 2012), il filosofo austriaco aveva accluso un’altra lettera pregando la zia di farla recapitare a Bertrand Russell. Va supposto allora che Liliana Albertazzi, nel consultare i documenti negli Archivi del Vaticano, abbia trascritto o interpretato il nome di Elsa Gröger in Elisabetta (Elisabeth) Gräzer.

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