Cassino e il XX settembre 1980. Il quarantennale “dimenticato”: la cittadinanza onoraria a papa Giovanni Paolo II


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«Studi Cassinati», anno 2020, n. 3-4
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di Erasmo Di Vito

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Domenico Gargano consegna le chiavi della città a papa Giovanni Paolo II (dal libro a cura di Erasmo Di Vito, Per la mia terra e la mia Gente. Gargano nelle Istituzioni, Cdsc-Onlus, Cassino 2015).

Domenico Gargano consegna le chiavi della città a papa Giovanni Paolo II (dal libro a cura di Erasmo Di Vito, Per la mia terra e la mia Gente. Gargano nelle Istituzioni, Cdsc-Onlus, Cassino 2015).

Il 20 settembre del 2020 ricadeva il quarantennale della concessione della cittadinanza onoraria di Cassino a Karol Wojtyla, papa Giovanni Paolo II, poi divenuto santo.

Una ricorrenza passata inosservata e dimenticata e che, invece, rappresenta una pietra miliare del rapporto storico e sociale della città di Cassino, del monastero di Montecassino e della Terra Sancti Benedicti, con la fede e le massime istituzioni ecclesiastiche.

Il CDSC vuole ricordare questa pagina di storia per la città di Cassino, e non solo, che ha sancito la concessione della cittadinanza onoraria a Giovanni Paolo II, cittadinanza, questa, autorevole ed assoluta, celebrata, appunto, il 20 settembre del 19801.

Vuole ricordare che gli abitanti di Cassino possono onorarsi di avere come concittadino un papa, un santo. Karol Wojtyla, nato a Wadowice in Polonia il 18 maggio (giorno premonitore per Cassino) del 1920, era stato eletto al soglio pontificio il 16 ottobre 1978 e morì, dopo un pontificato durato oltre 26 anni, il 2 aprile 2005. In tempi brevi per il Vaticano sull’onda del «santo subito», fu proclamato beato nel maggio 2011 e canonizzato da papa Francesco il 27 aprile 2014, con la venerazione fissata al 22 ottobre.

Quel 20 settembre del 1980 Giovanni Paolo II era arrivato a Cassino in occasione dell’XI centenario della nascita di San Benedetto. Dopo aver fatto visita al Cimitero polacco, in abbazia, prima di scendere tra la gente in città, fu accolto dall’abate Martino Matronola.

Il sempre lungimirante storico sindaco Domenico Gargano, colse l’occasione della visita per consegnare al futuro santo le chiavi della città, contenute in un pregevole cofanetto.

La cerimonia si svolse in piazza De Gasperi, al cospetto di migliaia di fedeli festanti e commossi e alla presenza del ministro Nicola Signorello.

Ma le basi dello storico evento erano state gettate da Gargano l’anno precedente, il 18 maggio del 1979. Infatti in occasione del 35° anniversario della presa di Montecassino da parte dei soldati del generale Anders, Karol Wojtyla si era recato al Cimitero polacco ed era la prima volta che vi si andava in visita da pontefice, a soli sette mesi dalla sua elezione. In quell’occasione, quasi come una premonizione, Gargano, rivolto al futuro santo, sostenitore ed artefice di straordinari sconvolgimenti sociali e storici, riferendosi alle ansie, alle preghiere e all’attività pastorale e “politica” del pontefice, tra l’altro disse: «… fanno ben sperare sui destini dell’uomo, nonostante le contrarietà e le minacce sempre presenti sul nostro orizzonte».

In quegli stessi giorni in Polonia nasceva Solidarnosc, che poi, portò alla fine della dittatura comunista in Polonia, e nove anni dopo venne abbattuto anche il muro di Berlino, con la nascita della Germania unita.

Domenico Gargano è stato l’unico sindaco ad aver ricevuto per tre volte in città la visita di un pontefice: papa Paolo VI (24 ottobre 1964), papa Giovanni Paolo II (18 maggio 1979 e 20 settembre 1980).

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