Le Chiese di Cassino


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Emilio Pistilli, Cassino 2007
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Presentazione

Copertina ultima interaPistilli con la sua ormai consolidata acribia di paziente “archeologo” ci offre un panorama esauriente della fondazione delle nostre chiese e degli agglomerati abitativi, che intorno ad esse pian piano si sono sviluppati; nello stesso tempo ci vengono documentate le rovinose distruzioni, le ricostruzioni, gli ampliamenti e gli abbellimenti di questi edifici sacri, che per secoli sono stati riferimento sicuro di fede cristiana e di civica convivenza. Il manzoni annota che di fronte a contrasti ci sono uomini che cercano di appianarli e altri che sembrano volerli attizzare: mi sembra che pistilli faccia parte dei primi, perché, dinanzi a difficoltà di date o di lacune storiche o di contese sociali, egli cerca, con il buon senso e sempre con l’aiuto di supporti documentari di analoghi fatti storici, di ricomporre contrapposizioni e vertenze pur nei travagliati alti e bassi della vita civile e religiosa di una comunità, che manmano si andava sviluppando e cercava di darsi regole e strutture organizzative.

Un merito specialissimo che va ascritto all’autore è la documentazione precisa, sempre di prima mano e continuamente attinta alle fonti inesauribili delle varie cronache conservate nell’archivio di Montecassino. con esse ci dimostra il contributo straordinariamente lungo e potente reso allo sviluppo e alla caratterizzazione della nostra città e del suo territorio dal cristianesimo e quindi dall’opera indefessa che da San Benedetto in poi hanno svolto gli abati di Montecassino. Per secoli, e noi di Cassino possiamo dire per millenni, l’incontro tra fede, arte e vita non è stato estrinseco né casuale: il cristianesimo e la spiritualità benedettina hanno ispirato una creatività costruttiva e artistica proveniente soprattutto dalla forza e dalla coscienza dei propri valori e il ponderoso volume di Pistilli viene a confermarlo, pagina dopo pagina, nell’evolversi storico della città di Cassino, delle sue chiese e dei suoi monumenti.

Nel nostro caso poi c’è da aggiungere una peculiarità quasi unica: l’opera di Emilio Pistilli diventa ancor più preziosa e in certo qual modo indispensabile se consideriamo che quanto è descritto, documentato e illustrato ormai è distrutto per sempre e in qualche caso sono scomparse anche le tracce del sito su cui insistevano le costruzioni: la immane e irrazionale distruzione della Seconda Guerra Mondiale ha fatto sì che i nostri monumenti rimanessero ormai memorie scritte nei cuori e nei libri. E qui dobbiamo segnalare e rimpiangere gravissima e irreparabile perdita La Chiesa delle Cinque Torri o detta comunemente del Riparo: una chiesa veneranda per la sua antichità, una chiesa del tutto singolare per la suo atipico impianto architettonico, una chiesa della quale intravediamo la bellezza da alcune foto e da spezzoni di colonne di marmo cipollino e dai magnifici capitelli corinzi nel cortile di palazzo corte a cassino: sulle sue pareti girava inoltre un ciclo di affreschi cinquecenteschi con cristo e apostoli e nel tempo successivo si erano aggiunti anche altri affreschi di Luca Giordano, il famoso pittore di Scuola Napoletana del ‘700. Questa la chiesa sorgeva proprio sulle sorgenti del nostro fiume Gari: in epoca successiva si dovette rialzare il pavimento di oltre un metro, ma attraverso pozzetti, ricavati intorno ad alcune colonne, si potevano vedere le polle d’acqua sorgiva e il primitivo pavimento.

Così pure non ci si può non dolere per la scomparsa della caratteristica chiesetta dell’Annunziata, di cui abbiamo dipinti e disegni di achille gigante, pittore napoletano della Scuola di Posillipo o delle chiese settecentesche di Sant’Antonio o del Carmine, quest’ultima anzi attribuita al famoso architetto Luigi Vanvitelli. La chiesa del Carmine era attigua all’istituto-orfanatrofio delle Suore Stimmatine e, negli anni quaranta del ‘900, l’abate Gregorio Diamare come segno di grande apprezzamento per l’opera benemerita delle Suore in Cassino, la rinnovò facendo restaurare gli stucchi, arricchire i due altari con paliotti di marmi policromi a imitazione di quelli della basilica di Montecassino (i disegni furono eseguiti dal monaco scultore don Francesco Vignanelli): sull’altare maggiore campeggiava una crocifissione, opera del monaco pittore don Eusebio Grossetti, della quale a montecassino si conserva ancora il bozzetto preparatorio.

 

Bernardo D’Onorio
Abate Ordinario di Montecassino
Vescovo di Minturno

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