Elia Fiumerapido: restaurate importanti tele grazie al mecenatismo della Banca Popolare del Cassinate


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Studi Cassinati, anno 2010, n. 4

di Giovanni Petrucci


Il 5 dicembre, ricorrendo il primo ventennio da quando fu istituita in Sant’Elia la succursale della Banca Popolare del Cassinate, nella Chiesa di S. Maria la Nova si è svolta una significativa cerimonia per il rientro delle tele più importanti, dopo il restauro effettuato a Roma, nello studio Kromo & C, diretto dalla dottoressa Laura Ferretti; sono state sistemate di nuovo ai rispettivi altari: la Sacra Famiglia sull’altare di S. Giuseppe, Le anime del Purgatorio su quello omonimo, la tavola di S. Francesco di Assisi nella sagrestia. Il restauro di quest’ultima opera è stato sovvenzionato da un anonimo; Le anime del Purgatorio dall’ins. Anna Santilli, dotata di squisita sensibilità, e la prima dalla Banca Popolare del Cassinate.
Nel paese si viveva un’atmosfera di festa: le strade erano illuminate con fiaccole ed affollate da tante persone venute anche da lontano; ha reso suggestivo l’avvenimento la possibilità di ammirare l’ingrandimento delle opere nell’insieme e nei particolari con proiezione su un telone posto sull’Altare Maggiore. Dinanzi agli stalli settecenteschi messi ora in bella evidenza con lo spostamento dell’Altare restaurato da maestri fiorentini, su progetto ed invenzione dell’esimio arch. Giuseppe Picano, era pronto il Coro di giovani, intitolato a Giuseppe Bozzelli, musicista santeliano. Questo ha magistralmente eseguito un nutrito programma di musiche sacre, di J. S. Bach, W. A. Mozart, G. Rossini, C. Frank, G. Bizet, M. Roger, Brahms, G.F.Hendel, durante il quale si sono esibiti il maestro Sanso dal timbro raffinato, dolce e meravigliosamente modulato e la soprano Mazzarella dalla voce potente, soavemente fine. Al pianoforte era l’esimio maestro Niro, perfetto nelle esecuzioni.
La Banca Popolare non è nuova a simili interventi di mecenatismo, specie sotto la guida del Presidente Formisano e del Direttore Fiorillo. Gli interventi si verificano non solo nella Cassino dove è la sede centrale, ma anche nei paesi vicini, segno che essa è sensibile alla conservazione del patrimonio artistico di questa nostra Terra di Lavoro. La riconoscenza dei santeliani va anche al parroco d. Remo Marandola, che ha voluto fortemente quei restauri. L’avvenimento ci ha fatto ripensare a quando nella città di Siena in festa portarono in processione dal laboratorio nel Duomo la Maestà di Duccio di Buoninsegna o all’accoglienza in Agira della Statua dell’Immacolata Concezione, opera di un artista dal sangue santeliano, Giuseppe Picano.

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