Pico ha ricordato Tommaso Landolfi a trent’anni dalla sua scomparsa


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Studi Cassinati, anno 2009, n. 3
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di Ferdinando Corradini

A trent’anni dalla scomparsa, avvenuta nel 1979, la Consulta delle Istituzioni e Associazioni di Pico – di cui fanno parte l’Amministrazione comunale, la Parrocchia di S. Antonino Martire, il Gruppo Volontari del Soccorso della Croce Rossa Italiana, le associazioni “Pico Farnese”, l’”Esagono”, nonché la Pro-Loco –, ha promosso una serie di manifestazioni per ricordare lo scrittore Tommaso Landolfi, del quale l’anno passato (2008) era stato ricordato il centenario della nascita. La sera di mercoledì 8 luglio, nella piazza antistante la chiesa di S. Antonino, l’incontro ha avuto quale tema “La pietra lunare, il fascino notturno di un capolavoro”. A trattare dello scritto del Landolfi sono stati il prof. Marcello Carlino, il prof. Tarciso Tarquini e mons. Giandomenico Valente, parroco di Pico. Quest’ultimo, in particolare, ha ricordato come durante una trasmissione televisiva andata in onda in occasione del passaggio dal XX al XXI secolo, Tommaso Landolfi è stato definito “il più grande prosatore italiano del Novecento”. Lo stesso ha anche evidenziato la “religiosità laica” del Landolfi, che – non sarà fuor di luogo ricordarlo – di recente, Roberto Saviano, in un’intervista al Corriere della Sera, ha dichiarato essere il suo autore preferito. La serata è stata accompagnata dall’esibizione del quintetto di ottoni Royal Brass Academy.
Il giorno successivo, nella bella cornice dei giardini del Castello, di recente restaurato dall’amministrazione comunale, ha avuto luogo uno spettacolo teatrale di Pina Zannella, realizzato dall’Associazione Volontariato Scuola Teatro, dal titolo “Ambienti lunari”. La sera di sabato 11 luglio, nel parco di villa Landolfi, nell’ambito della manifestazione dal titolo “Immagini, Parole e Musica”, hanno preso la parola il prof. Sabatino Ianniello, il dott. Marco Sbardella e la prof.ssa Placida Di Mugno, mentre il coro parrocchiale di Pico ha presentato un repertorio di brani di musica leggera; è stato proiettato un breve quanto raro filmato in cui compariva lo scrittore di Pico, che, com’è noto, non amava molto le luci della ribalta. Nella tarda mattinata di domenica 12 luglio, nella piazza S. Antonino, ai numerosi presenti, è stato offerto un “Aperitivo letterario” con la voce della giovane attrice Valentina Anastasio. Un buffet, offerto dal ristorante “da Claudio”, ha chiuso la serie di incontri.
A noi piace ricordare come il Landolfi, in uno scritto apparso nel 1954 su Il Mondo di Pannunzio, nel ricordare l’ appartenenza del proprio paese alla Terra di Lavoro, prese netta posizione contro il Regime, che, nel 1927, quelle antiche radici aveva reciso e, con brevi quanto vigorose pennellate, tratteggiò la storia, gli usi e i costumi delle due distinte parti che concorsero a costituire la provincia di Frosinone: “Senza dubbio il mio paese, che era sempre stato nella provincia di Caserta, è attualmente nella provincia di Frosinone. Ma che perciò? Né la sua lingua, prima che il triste evento si producesse, né le sue tradizioni ebbero mai nulla a che vedere con ciò che ancora qualche vecchio chiama “lo Stato romano”: di qua Longobardi, Normanni, Angioini, di là papi e loro accoliti; di qua una lingua di tipo napoletano-abruzzese, di là una specie di romanesco suburbano; a non tener conto poi di tutto il resto…”.

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